Uno dei fenomeni che maggiormente mi amareggia del nostro panorama economico nazionale è il vizio, tutto italiano, di trovare risorse economiche ingentissime per “soccorrere” settori industriali e soggetti economici morti e sepolti.
Nella stampa di questi giorni si “festeggia” l’ennesimo salvataggio della compagnia di bandiera nazionale costataci, secondo Il Sole 24 Ore, qualcosa come 12,6 miliardi di euro in 45 anni riuscendo nell’incredibile impresa di aver unito praticamente tutti i partiti che si sono succeduti al governo di questo Paese ed essendo stata salvata da tutte le coalizioni di centro/destra/sinistra degli ultimi nove lustri.
E che dire dell’industria siderurgica di stato che dall’Italsider in poi ha beneficiato di somme monstre di denaro pubblico per passare inevitabilmente da una crisi all’altra senza soluzione di continuità?
Di esempi ce ne sarebbero moltissimi di operatori economici o interi settori che drenano immense risorse pubbliche senza il minimo beneficio per l’economia e soprattutto senza la sia pur minima speranza in un rilancio economico.
Durante un recente convegno a cui ero stato invitato mi è stata posta la insidiosa domanda a cui francamente non ho saputo rispondere di quali agevolazioni fiscali (ma non solo) abbia beneficiato la nostra categoria nel corso degli ultimi anni.
Tra lo stupore dei presenti ho dovuto ammettere di non ricordare una vera e propria agevolazione di cui la nostra categoria abbia fruito. Lo stupore dei miei interlocutori si è presto trasformato in incredulità quando è apparso evidente che il nostro ruolo nell’intero sistema di riscossione delle imposte è diventato talmente cruciale che ci siamo sostituiti alla stessa Agenzia delle Entrate in moltissime funzioni che in realtà competerebbero a lei: la conservazione dei documenti delle dichiarazioni fiscali, le segnalazioni ai fini della normativa sul riciclaggio, i visti di conformità, le registrazioni di contratti in via telematica e da ultimo quell’immane pasticcio del titolare effettivo. In buona sostanza l’Amministrazione Finanziaria ci ha delegato tantissime funzioni che le competerebbero e, a fronte di questa nostra assistenza che ha raggiunto il culmine con la crisi pandemica post covid, che agevolazioni ha dato alla nostra categoria?
E’ possibile che non sia venuto in mente a nessuno di agevolare, per dirne una, il professionista che decida di mettersi in proprio dando un bonus fiscale sull’acquisto di cespiti quali computer, server, stampanti e arredi? Una sorta di Tremonti bis che consenta di sovra ammortizzare questi cespiti e di lenire il prelievo fiscale nei primi e cruciali anni della libera professione?
E agevolare in una qualche forma le spese di formazione che il professionista sostiene per mantenersi sempre aggiornato o per mantenere aggiornati dipendenti e collaboratori è poi così difficile da realizzare?
E, pensando al tanto agognato momento in cui un professionista decide il fatidico acquisto dello studio professionale, se ci fossero delle agevolazioni sulle imposte indirette che colpiscono questi acquisti in una misura ingentissima? E’ proprio indispensabile trattare questo acquisto come se fosse un bene di lusso quando invece è uno strumento di lavoro ed è, in un certo senso, una specie di TFR che il professionista accantona nel corso della sua vita professionale per poi goderne quando (e se) potrà ritirarsi ed andare in pensione?
E pensare ad una misura agevolativa che aiuti quei Colleghi che desiderano rilevare lo studio già avviato di un Collega consentemdo loro di effettuare questo delicato passaggio senza temere gli strali del fisco non sarebbe a vantaggio di tutti, contribuenti e fisco in primis?
Potrei continuare a lungo ma avete già capito dove intendo andare a parare: nessuna di queste agevolazioni è mai stata approvata per la mancanza delle risorse (o delle coperture come si usa dire oggi) per attuarle.
A questo punto la domanda che mi si è insinuata nella mente è questa: ma non sarebbe meglio prendere una piccola parte di questo immenso mare di risorse pubbliche che viene letteralmente gettato al vento e destinarlo alla nostra categoria per aiutarla a ricoprire il ruolo cruciale che ha nel nostro sistema economico?
Le risorse per la siderurgia e per le compagnie di bandiera si trovano sempre. Forse sarebbe il caso che le risorse si trovassero anche per noi.