Studiosi e Libertini
Una piccola gemma museale raccolta in una altrettanto piccola ma non meno “gemma” architettonica ha deliziato il Comitato di Redazione tenutosi a Castelfranco Veneto in un sonnacchioso Gennaio invernale.
Stiamo parlando della mostra “Studiosi e Libertini” che i Redattori del Commercialista Veneto hanno potuto gustare in anteprima durante l’ultimo Comitato di Redazione che ha inaugurato in modo scoppiettante il 2025.
Accompagnati dalla Curatrice di questa bellissima iniziativa culturale siamo stati letteralmente portati indietro nel tempo in un’epoca tardo seicentesca primo settecentesca dove, nella piccola ma fervida Castelfranco, un nutrito gruppo di aristocratici locali ben lungi dall’impigrirsi tra ozi e agi hanno dato vita ad una sorta di rifioritura culturale che ha interessato scienze, musica, arte, architettura e costume.
Alieno dallo stereotipo di sobborgo rurale lontano dal fermento culturale dei grandi centri settecenteschi, opulento e agreste, Castelfranco era invece una terra di letterati attenti tanto ai grandi classici della letteratura italiana e rinascimentale quanto amanti delle scienze, specialmente dell’ottica e della rifrazione della luce, pionieri di soluzioni architettoniche esportate e copiate in mezza Europa, basti pensare al piccolo gioiello del Teatro Accademico di Castelfranco che ha influenzato capolavori come La Fenice di Venezia o la Scala di Milano, per arrivare a Equazioni Differenziali che sono ancor oggi alcuni dei caposaldi della Scienza Statistica.
Ma se le provocazioni architettoniche e culturali erano di assoluto rilievo non lo erano da meno le provocazioni sociali e mondane. La vita che si svolgeva dopo gli studi non era meno intensa né meno affascinante: raffinate sale da pranzo diventavano in un batter d’occhio sale da ballo dove, tra una pavana e un rondò, aristocratici e nobildonne infrangevano le barriere della comune condotta non diversamente da quanto poco prima avevano infranto le barriere dei canoni architettonici e musicali.
Partite al giuoco delle carte intervallavano corteggiamenti più o meno licenziosi mentre parrucche di Yak, raffinati occhiali in legni esotici, vini raffinati provenienti da mezza Europa e tabacchiere finemente incise con immagini che ancor oggi fanno arrossire impreziosivano eleganti studiosi che non disdegnavano però una vita intensa, godereccia e raffinata.
Terminata l’interessantissima digressione da un passato nel quale alle fatiche intellettuali si accompagnavano momenti di svago di sicuro interesse, il Comitato di Redazione si è subito immerso nel suo compito di dare alle stampe il prossimo numero del Commercialista Vento al termine del quale si è tenuta la consueta cena conviviale.
Nel rituffarsi ai propri impegni e alle proprie incombenze e memori di come conducessero le loro vite libertine e spensierate i nostri antenati, i Redattori sono stati assaliti da un atroce dubbio: non è che per caso siamo nati nel momento sbagliato della Storia?