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Voglia di Riforme

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3 Settembre 2025

Giulio Andreotti era solito dire che in Italia i matti si dividono in due grosse categorie: quelli convinti di essere Napoleone e quelli convinti di risanare le Ferrovie dello Stato. Io aggiungerei una terza categoria, nella quale mi inserisco, quella formata da quelli convinti di poter riformare efficacemente il rapporto tra contribuenti e Stato.
Dopo anni e anni passati a lottare contro le incomprensibili magagne del nostro sistema fiscale mi sono voluto immaginare, per un attimo soltanto, capace di proporre non dico delle riforme ma almeno delle semplici migliorie destinate a semplificare la vita nostra e di tutti quei contribuenti che ogni giorno si trovano a perdere tempo e pazienza a districarsi nel marasma del mondo fiscale e tributario (ma non solo) del nostro paese? Voglio provare a formulare alcune proposte che ci semplificherebbero molto la vita senza gravare o gravando in misura veramente minima sull’Erario o su altri Enti.
Un solo sistema di pagamento delle imposte
Una delle cose più difficili da comprendere è perché mai il Fisco Italiano si ostini a chiedere ai contribuenti di versare tasse, imposte, bolli e via discorrendo con una pletora di modelli differenti: F24, F23, Bollettini postali, Mav, Rav, Pago PA bolli cartacei e via discorrendo. Ma non sarebbe più semplice per tutti un solo modello di pagamento? Atteso che i modelli sopra citati sono in ultima analisi dei files elettronici che poi vengono inseriti nel sistema informatico della Agenzia delle Entrate qualcuno può spiegarmi che difficoltà insormontabili si potrebbero riscontrare a pagare tutte le imposte semplicemente con i modelli F24 allargando il numero di codici disponibili? Se la risposta è che in questo modo il contribuente può compensare, ad esempio, un credito IVA con il bollo dell’auto io rispondo che innanzitutto non vedo la ragione per la quale alcuni tributi possano compensarsi ed altri no atteso che sempre nelle casse dello Stato vanno a finire ed in secundis che sarebbe sufficiente inibire determinati tributi o imposte alla compensazione con buona pace di tutti.
Abolizione dell’IRAP
Una delle più grandi seccature che affligge i nostri studi è la gestione delle dichiarazioni dei redditi che ci portano via moltissimo tempo che potremmo più utilmente dedicare alla consulenza ai clienti, al controllo di gestione, all’accesso al credito e a quella infinita serie di attività che danno un vero valore aggiunto al cliente e che spesso trascuriamo per dedicarci alla giungla di dichiarazioni che siamo costretti a compilare. Una delle più odiose è l’IRAP. Innanzitutto perché quali siano i contribuenti tenuti a presentarla è un dato che è stato modificato in modo ondivago nel corso degli anni, in secundis perché la base imponibile è modificata da una selva di deduzioni che ci arrivano dal Consulente del Lavoro normalmente all’ultimo minuto e infine perché al sottoscritto l’idea di una imposta che si calcoli sui ricavi meno i costi IVA (esclusi per l’appunto costi del personale e interessi passivi) mi sembra tanto una duplicazione dell’IVA per l’appunto.
Ma abolire l’IRAP e sostituirla con una addizionale regionale all’IRES o all’IRPEF che scaturisce dai quadri RF/RG/RE e fare una sola dichiarazione non sarebbe più facile? Quanto tempo risparmieremmo a evitarci la doppia dichiarazione Redditi/IRAP e quanto tempo a scervellarci se un contribuente microscopico abbia o meno i requisiti per l’IRAP e sudare freddo quando sulla stampa di settore leggiamo l’ennesima interpretazione fantasiosa di qualche circolare o di qualche sentenza delle Commissioni Tributarie?
Dichiarazioni previdenziali inserite in Dichiarazione dei Redditi
I Geometri liberi professionisti già lo fanno da anni: hanno inserito nel quadro RR del modello Redditi Persone Fisiche i dati da indicare ai fini della dichiarazione previdenziale alla Cassa dei Geometri.
Se lo hanno fatto i Geometri significa che è possibile instaurare un canale di comunicazione tra l’Agenzia delle Entrate analogo a quello che viene usato dalle Casse per la verifica dei nostri dati previdenziali e per controllare che i dati reddituali e IVA siano i medesimi indicati in dichiarazione.
Ma non sarebbe più semplice che tutti gli Ordini Professionali incluso il nostro seguissero la strada indicata dai Geometri e ci evitassero così di dover fare doppie dichiarazioni (redditi e previdenziali) a tutti i professionisti che seguiamo e che sono una ennesima colossale perdita di tempo? Basterebbe indicare il nostro codice identificativo alla cassa, dati reddituali e IVA presenti in dichiarazione e con un solo invio aboliremmo un adempimento sostanzialmente inutile.
Abolizione dell’autenticazione delle scritture contabili per recupero crediti
A tutti noi sarà capitato di dover chiedere l’assistenza di un legale per il recupero delle nostre competenze e di dover chiedere al Giudice di emettere il consueto Decreto Ingiuntivo. A questo punto moltissimi Magistrati pretendono che noi si vada da un Notaio a farci autenticare i registri IVA prima di procedere al recupero di quanto ci spetta. Al di la dei costi e soprattutto dei tempi che si allungano inutilmente ma che senso ha autenticare dei registri IVA che sono già in possesso della Agenzia delle Entrate e che sono completamente immodificabili? Non sarebbe più semplice fornire una stampa o una videata del nostro cassetto fiscale dove ci sono tutti i dati della fatturazione elettronica senza scomodare Notai o altri che magari hanno cose più importanti da fare che mettere marche da bollo su un registro IVA Vendite? E’ mai possibile che ogni volta che il sistema tributario adotta una innovazione lo faccia solo a suo vantaggio ed interesse? Perché, una volta tanto, non può essere anche nel nostro interesse e di tutti i professionisti ed aziende l’adozione della fatturazione elettronica e farci risparmiare tempo e denaro?
Bollatura dei libri sociali
Un’altra colossale perdita di tempo e di denaro è la bollatura in Camera di Commercio dei libri sociali delle società. Ma in un mondo in cui abbiamo SPID (finchè dura) archiviazione digitale, fatture elettroniche, notifiche via pec e chi più ne ha più ne metta che senso ha bollare e vidimare dei libri cartacei? Ma passare ore in coda in Camera di Commercio e fissare appuntamenti a uno sportello che se va bene riceve un’ora alla settimana che beneficio può avere per i contribuenti o per l’Erario?
Sportelli specifici per i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
E’ ovvio che esiste una differenza abissale tra chi, come noi, si occupa di assistenza fiscale a imprenditori e aziende e il comune cittadino che si reca all’Agenzia delle Entrate perché ha ricevuto l’avviso di liquidazione delle imposte definitive sul TFR erogatogli anni prima e non capendo di cosa si tratta si scapicolla in Agenzia in preda al panico.
Ma non sarebbe a vantaggio di tutti ossia cittadini, Agenzia delle Entrate e consulenti creare due distinti canali di accesso con degli sportelli dedicati alla nostra categoria che ci consentano di non perdere tempo prezioso agli sportelli, ci evitino di vederci fissare appuntamenti nel giorno del mai e magari ci mettano di fronte risorse umane con una seniority sicuramente superiore a quella che è richiesta per registrare un banale contratto di locazione? E se questo canale diciamo così preferenziale lo si estendesse ad esempio anche alla Agenzia della Riscossione e all’INPS quanto tempo risparmieremmo tutti?

Pianificazione delle scadenze fiscali
Quando ho iniziato la professione il mio dominus era solito dirmi che al termine della stagione dei dichiarativi (che credo cadesse a fine maggio) lo studio festeggiava con una bella cena ufficiale in qualche ameno ristorante e che, da li in avanti, ci si poteva dedicare alla consulenza al cliente, allo studio, alle attività non routinarie eccetera. Adesso tra febbraio e dicembre ne abbiamo una o più di una di scadenza al mese. Ma tutta questa selva di invii e di dichiarazioni serve veramente a qualcosa? Ma non sarebbe meglio accorpare i dati in un minor numero di dichiarazioni ed evitarci questa selva di adempimenti? Ma eliminare come scrivevo poco sopra l’IRAP e sostituirla con una addizionale regionale ed eliminare il modello IVA dal momento che tra Liquidazioni Periodiche, fatturazione elettronica e compagnia cantante il 95% delle informazioni contenute nel modello IVA sono già in possesso della Amministrazione Finanziaria? E se si riuscissero ad accorpare questi adempimenti in un momento dell’anno anziché spalmarli su tutto l’anno non lasciandoci praticamente respiro? Non potremmo prendere esempio dalla professione Forense che è riuscita ad ottenere uno stop totale nel mese di agosto e tutti gli adempimenti e scadenze cosi da potersi godere un po’ di meritate ferie?
Potrei continuare con questo elenco ma immagino che ognuno di noi abbia in mente le moltissime aree in cui il rapporto tra contribuenti e Fisco, Enti e Stato possa migliorare.
L’auspicio con cui concludo è che i nostri massimi vertici di categoria sappiano trovare il modo di farsi ascoltare dal Legislatore, farsi coinvolgere più estesamente sulle riforme che si prospettano indispensabili vedendo nella nostra Categoria un serbatoio di competenze e di capacità che sarebbe sciocco sciupare e che tornerebbe a vantaggio di tutti.

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